12/10/2004

La partenza di un amico

Mi sembra un attimo fa quando, più o meno un anno addietro, Nori disse che aveva intenzione di partire con Max per l'America. Il loro sogno utopistico-megalomane di diventare piloti d'aereo era solo agli albori ma già avevano le idee chiare. Correvano però altri tempi. Quel giorno di un anno fa eravamo tutti quanti raccolti attorno ad un tavolo di un pub dove, tra una birra e l'altra, facevamo ribalzare i nostri sogni. Era il periodo in cui gli amici, goliardicamente, mi davano come il primo candidato in ordine temprale al matrimonio e già si prenotavano per i confetti. Era un periodo in cui era tutto in stallo, tipica situazione post-adolescenziale in cui l'unica vera realtà sono i sogni. E fu proprio in quella sera che Nori e Max ci confidarono il loro sogno. Lontano era ancora il brevetto di pilota per gli ultraleggeri ma già la fantasia volava su un 787 tra l'Europa e il resto del mondo. Eppure ora, mentre scrivo, il loro aereo è già in volo da più di 2 ore, direzione Phoenix, Arizona. Lontani anni luce dalla nostra piazzetta, dalla nostra piccola città. Ed è tutto così strano. In un attimo tornano alla memoria tutti i momenti passati assieme, le battute, le prese in giro, le vacanze, ma anche le piccole routine. E' incredibile come questo viaggia sappia così malinconicamente di abbandono della gioventù, come prendere il largo nel mare della vita, come gettare le mani nel futuro. La compagnia storica si riduce all'osso, e noi pochi superstiti siamo alle prese coi piccoli - grandi problemi che, diversamente, la vita ci pone innanzi. Chi ha problemi con un lavoro dagli orari assurdi e dalle distanze impossibili, chi ha problemi con una ragazza che di legami fissi proprio non vuole saperne e che, come me, continua imperterrito ad affogare nei ricordi e nel disprezzo verso questa società. E mentre noi ristagnamo qui loro volano verso gli States, verso quel vecchio sogno che oggi tale più non è, incuranti del terrorismo o delle elezioni Bush-Kerry, impegnato solo a realizzare i proprio sogni. E sarà un autunno lungo e triste, una stagione che già di per se paventava innanzi a me una malinconia senza eguali in passato. E ora anche amici che se ne vanno inseguendo la vita, lasciandoci qua stupefatti e smarriti a renderci conto che il tempo passa veloce, troppo veloce, e che non torna più. Ma in fondo prima o poi tutti prendiamo il volo verso la vita, chi prima o chi dopo. Non resta che aspettare quel momento, non resta che goderci ogni giorno come fosse l'ultimo e, nel frattempo, augurare tutto il bene possibile a quegli amici fidati che ora stanno volando verso i loro sogni!
In bocca al lupo ragazzi!

21/08/2004

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E sorridevi, e sapevi sorridere, coi tuoi vent'anni portati così, come si porta un maglione sformato su un paio di jeans; come si sente la voglia di vivere che scoppia un giorno e non spieghi il perché: un pensiero cullato o un amore che è nato e non sai che cos'è. Giorni lunghi tra ieri e domani, giorni strani, giorni a chiedersi tutto cos'era, vedersi ogni sera; ogni sera passare su a prenderti con quel mio buffo montone orientale, ogni sera là, a passo di danza, salire le scale e sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore, quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore. Poi giù al bar dove ci si ritrova, nostra alcova, era tanto potere parlarci, giocare a guardarci, fra gli amici che ridono e suonano, attorno ai tavoli pieni di vino, religione del tirare tardi e aspettare mattino; e una notte lasciasti portarti via, solo la nebbia e noi due in sentinella, la città addormentata non era mai stata così tanto bella. Era facile vivere allora, ogni ora, chitarre e lampi di storie fugaci, di amori rapaci, e ogni notte inventarsi una fantasia, da bravi figli dell'epoca nuova, ogni notte sembravi chiamare la vita a una prova. MA STUPITI E FELICI SCOPRIMMO CHE ERA NATO QUALCOSA PIU' IN FONDO, CI SEMBRAVA DI AVER TROVATO LA CHIAVE DEL MONDO. Non fu facile volersi bene, restare assieme o pensare d'avere un domani, restare lontani; tutti e due a immaginarsi: "Con chi sarà?" In ogni cosa un pensiero costante, un ricordo lucente e durissimo, come il diamante, e a ogni passo lasciare portarci via da un'emozione non piena, non colta: rivedersi era come rinascere ancora una volta. MA OGNI STORIA HA LA STESSA ILLUSIONE, SUA CONCLUSIONE, E IL PECCATO FU CREDER SPECIALE UNA STORIA NORMALE. Ora il tempo ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo, sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo. E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme ad affrontare ogni impresa; siamo come due foglie aggrappate ad un ramo in attesa. MERY, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco di vita con qualcosa di fragile come le storie passate. FORSE UN TEMPO POTEVA COMMUOVERTI MA ORA E' INUTILE, CREDO, PERCHE' OGNI VOLTA CHE PIANGI E CHE RIDI NON PIANGI E NON RIDI CON ME.

13/07/2004

13 Luglio 2004, un giorno come un altro

Stamattina, colto da una malinconica sensazione di vuoto, sono corso ad accendere il telefono, come un forsennato, come un ragazzino che aspetta i primi messaggini. Nel mio cuore la desolante convinzione di saper che non ci sarebbe stato alcun sms, la triste verità che sia un giorno come gli altri. Oggi purtroppo metterò da parte dolci ricordi d'amore perchè in me la tristezza è davvero senza fine, oggi che è il tredici. Già, il tredici era il nostro giorno perchè rappresentava una ricorrenza che non volevamo dimenticare ad ogni costo., era il nostro meseversario. Oggi il nostro amore avrebbe compiuto un anno e sette mesi, se un mese fa non fosse morto. Ricordo quanto tenevamo al nostro giorno e quanta attenzione ci mettevamo perchè fosse sempre speciale, indimenticabile. Ogni volta che scoccava la mezzanotte ci sentivamo per gli auguri ed era qualcosa di indescrivibilmente tenero, era come se facessimo gli auguri ad un piccolo bimbo che stava crescendo e che, ogni mese, si faceva sempre più grande e forte. A stento ora trattengo lacrime piene di nostalgia guardando il telefono senza più suoi messaggi, senza squilli. Quel giorno che abbiamo riscritto attraverso le pagine di momenti d'amore, dove esisteva solo romanticismo e dolci risate assieme, ora è solo un fottuto giorno uguale agli altri, che si perde nella monotonia del calendario e di queste giornate troppo simili. La corsa al cellulare stamattina, pur conoscendo già il niente che vi avrei trovato, era dettata solo dalla disperazione, dalla voglia di riviere quell'amore anche solo per un attimo, anche solo per il tempo di leggere un breve messaggio che testimoniasse che qualcosa è sopravvissuto allo sterminio di quell'amore vero e sincero che cresceva forte tra di noi. Perchè se è vero che le favole non esistono ma i miracoli forse accadono, allora io speravo in un aiuto metafisico. Mi manca da morire, in questi giorni vuoti penso solo a lei, e inevitabilmente anche al mio sogno, al senso della mia vita, perchè lei era tutto questo, e non esagero. Resto dunque stordito nel mare di malinconica tristezza di questo martedi, scaldato dal sole ma freddo più che mai, ad ascoltare questo sottile dispiacere e la tristezza che cade in fondo al cuore, senza fare troppo rumore. RESTO QUA SCONCERTATO A CHIEDERMI PER L’ENNESIMA VOLTA COSA RESTA DI TUTTO CIO'. UN MESE E MEZZO FA MI HA ABBANDONATO DICENDOMI CHE ANCORA MI AMAVA DA MORIRE,CHE ERA SEMPRE COMNVINTA FOSSI QUELLO GIUSTO, E ORA INVECE SO CHE SI NASCONDE DIETRO L'IDEA CHE IL TEMPO RIUSCIRA' A CANCELLARMI DALLA SUA MENTE. CHE COSA MI RESTA ADESSO, CHE COSA MI RIMANE? FELICE DI AVER AMATO ALLA FOLLIA, DI AVERLE INSEGNATO COSA VOLESSE DIRE ESSERE AMATI, FELICE DI AVER CREATO UNA DONNA DALL'INCOSCIENZA GIOVANE DI UN'ADOLESCENTE, IO SONO UN NULLA A CUI NON E' STATO CONCESSO DI ESSERE AMATO PER SEMPRE, A CUI NON E' STATO CONCESSO DI REALIZZARE IL PROPRIO GRANDE SOGNO, L'UNICO IDEALE CHE RIEMPIVA LA MIA VITA DI UN SENSO. COSA DUNQUE RESTA DEI SOGNI DI UNA VITA, CHE COSA MI RESTA? E' STRANO E DESOLANTE VEDERE COME L'IDEALE PER CUI VIVEVO MI SEMBRI PRIVO DI SIGNIFICATO, COME OGNI RINUNCIA FATTA E OGNI SPERANZA MI SEMBRANO INUTILI E SENZA SENSO...SENZA SENSO DI FRONTE A QUESTA RAGAZZA CHE E' CIO' IN CUI IO CREDEVO, CIO' PER CUI IO HO LOTTATO 20 ANNI,SOLO PER DARLE TUTTO L'AMORE DEL MONDO, CIO' PER CUI AVREI DATO LA VITA. ERA DAVVERO NECESSARIO CHE FOSSE PROPRIO LEI, LEI CHE SOGNAVA CON ME UN FUTURO ASSIEME, A FARMI CAPIRE L’INUTILITA’ DELLA MIA ESISTENZA, A FARMI CAPIRE CHE I SOGNI IN QUESTO MONDO SONO DESTINATI A DISSOLVERSI NEL DOLORE DEL QUOTIDIANO? PROPRIO LEI CHE ERA L'ESSENZA DEL MIO SOGNO PIU' SPLENDIDO? perdonate quetso sfogo, tornerò più presto a naufragare nel dolce mare dei ricordi.